Coronavirus: l'epidemia in Italia

Quando guardiamo i dati abbiamo sempre 2 problemi fondamentali: il primo è che ciò che misuriamo non corrisponde mai alla realtà di ciò che sta accadendo in tempo reale. Il secondo è che i numeri sono solo numeri e vanno interpretati. Citando Gregg Easterbrook:"Se torturi i numeri abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa". In un articolo del 3 Marzo il fisico teorico Paolo Castorina dell'Università di Catania ci dice che l'Italia si trova in una fase cruciale per capire se l'andamento delle infezioni subirà:                                                                                                                                                                                                                                  

1) un rallentamento dei contagi.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

2) un andamento di tipo esponenziale.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               

L'11 Marzo sul Corriere esce un'intervista al Fisico Daniele Teresi in cui si parla di andamento esponenziale della curva con un fattore di crescita di 1.25 costante dal 1 Marzo. Sempre l'11 Marzo viene dichiarata la Pandemia. Proprio l'andamento costante dei primi 7-9 giorni di Marzo ha portato all'inasprimento delle regole di isolamento e prevenzione contro il Coronavirus che tutti stiamo cercando di seguire nel modo più scrupoloso possibile.

Ma cosa dobbiamo aspettarci ora? 

In primo luogo facciamo chiarezza su alcuni termini.

In diversi articoli, affermazioni e interviste che compaiono online, in Televisione o sui giornali, si sentono utilizzare termini di epidemiologia a volte in maniera corretta, altre volte in maniera meno corretta, finendo col fare una gran confusione. La prima cosa su cui far chiarezza è la differenza fra Letalità e Mortalità. Quando parliamo di Letalità stiamo parlando della gravità di una malattia e ci riferiamo al numero di morti rispetto al numero di malati di una certa malattia. Quando parliamo di Mortalità mettiamo invece in rapporto il numero di morti per una malattia con il totale della popolazione presa in considerazione in quel periodo di osservazione.

Letalità: Per fare un esempio da inizio 2017 a fine 2018 in Italia abbiamo avuto 8078 casi di morbillo segnalati. Su questi ci sono stati 13 decessi. Facendo un rapido calcolo otteniamo un tasso di letalità dello 0.16%: stiamo parlando dei deceduti rispetto ai malati di quella malattia(morbillo). 

Mortalità: Per fare un esempio poniamo di avere 70000 morti per Infarto in un anno in italia. Poniamo la popolazione a 60 milioni di abitanti. Il calcolo non vien più fatto in riferimento ai malati di cuore, bensì al totale degli italiani. Fatto il calcolo avremo che in Italia si verifica circa 1 morto ogni 1000 persone all'anno per Infarto Miocardico.

Capito questo cerchiamo di capire perchè è così difficile calcolare quale sia la Letalità del Coronavirus. Se avete voglia di leggere vi rimando agli articoli di Enrico Bucci (Campionamento 09/03/2020) e ad un interessante articolo di Tomas Pueyo (Coronavirus: Why You must Act Now 10/03). Cercherò di farvi un piccolo sunto.

Perchè in cina si parlava di una letalità 2.5 % (con picchi fino al 4%) e ora qui sembra si sia arrivati ad una letalità del 7%? Quali delle 2 è giusta?

In realtà diversi fattori vanno ad impattare sul calcolo della letalità; alcuni lo vanno effettivamente a modificare, altri sono invece fattori che ne implicano una sovrastima od una sottostima.

Quali fattori potrebbero ad esempio modificare effettivamente la letalità del virus? Ad esempio mutazioni del virus, l'età media della popolazione italiana rispetto a quella cinese, l'apparato ospedaliero. Se andiamo a vedere le età della popolazione, l'italia ha un età media di circa 45 anni, mentre la Cina di 37 anni; è ovvio che se la letalità del virus è maggiore negli over 80 anni, in Italia avendo una quota maggiore di anziani questa impatterà di più sul calcolo della letalità.

Se ammettiamo che la letalità sia sotto il 5% e che invece i ricoveri in terapia intensiva siano fra il 5 ed il 10% dei contagiati, risulta immediatamente evidente l'importanza dei posti letto che abbiamo in Terapia Intensiva. Se la Germania ha circa 30000 posti letto in terapia intensiva e l'Italia ne ha circa 5000 risulta chiaro come una volta saturati i posti l'italia abbia più probabilità della Germania di aumentare la letalità del virus.

Quali fattori possono determinare una sovrastima o una sottostima della letalità del virus? Ad esempio la fase temporale dell'epidemia e chi si decide di sottoporre a Tampone, il numero di tamponi che si effettuano e l'effettiva diffusione del virus, come viene valutata la causa di morte.

Nell'articolo di Pueyo ci viene mostrato un grafico temporale degli eventi in Hubei e quello che si vede a distanza di tempo dall'epidemia è che ciò che le autorità stanno misurando nel presente tramite le diagnosi non corrisponde affatto a quello che sta avvenendo nella realtà. Ci troveremo quindi di fronte a 2 curve parzialmente sovrapposte una che inizia prima e che non vediamo ed una posticipata che è invece quella che misuriamo. Tradotto significa che oggi facciamo diagnosi di 100 casi, dopo 2 giorni di 400 casi, etc. Bene, questa è la nostra curva posticipata, quello che vediamo e misuriamo. In realtà il fenomeno è iniziato prima, le persone iniziano ad andare dal medico quando stanno male, non quando si infettano, per cui la curva reale quando noi misuriamo 400 casi è in realtà già a 2500 casi (questo è quello che è successo a Wuhan). Questo significa che ora che abbiamo misurato 21157 casi potremmo benissimo essere a 150000 contagiati nella curva reale (magari molti asintomatici/paucisintomatici portatori del virus). Se così fosse ovviamente staremmo sovrastimando la letalità che invece di essere del 7% sarebbe dell'1%.

Ancora, passando da una strategia in cui si facevano tamponi agli asintomatici ad una in cui si fanno solo ai sintomatici o a chi ha segni radiologici, oltre a limitare le diagnosi le stiamo spostando verso una casistica più grave; ne deriva che facendo i calcoli troveremo una letalità sovrastimata.

Ancora, come viene decisa la causa di morte? E' il fenomeno che è stato riassunto con "E' morto per il coronavirus o è morto con il coronavirus". Ovviamente a seconda di come si fa la diagnosi di morte si può andare a sovrastimare o sottostimare la reale letalità del virus. Vedete com'è difficile calcolare questo dato? Ancor più se il fenomeno sta avvenendo nel presente? Ma ci sono altre cause che potrebbero portarci a sottostimare la letalità del virus?

Certo! Ad esempio quella temporale. Nel caso della SARS inizialmente la letalità era stata calcolata attorno al 4.5 % per poi essere spostata al 9.6%. Come si spiega? La letalità viene calcolata guardando i casi della giornata e facendo il rapporto fra i deceduti e i casi diagnosticati fino a quel giorno. Tuttavia i deceduti si sono ammalati in precedenza (seguendo Pueyo poniamo circa 17 giorni prima), per cui andrebbero rapportati alle diagnosi fatte il giorno in cui si sono infettati. Diversamente non stiamo calcolando il pool di persone che si sono ammalate negli ultimi 17 giorni, le quali rientrano fra i casi diagnosticati, ma che in una certa percentuale potrebbero morire nei prossimi giorni andando ad alzare il numeratore. Le stiamo quindi conteggiando al denominatore, ma non al numeratore.

Facciamo un esempio pratico prendendo una letalità per vera. Poniamo che abbiamo la verità in mano, che vediamo tutto dall'alto e che la letalità sia del 3%. Se abbiamo 1441 deceduti vorrebbe dire che il totale degli infetti è 48033 (1441/3 x 100). Ma attenzione questo dato di 48033 non riguarda il presente, ma il momento in cui i deceduti si sono infettati. Mancherebbero quindi da computo totale gli ultimi 17/18 giorni in cui il virus si sarà largamente diffuso. Quanto esattamente? Secondo Pueyo il tempo medio di raddoppiamento dei casi di contagio per il Coronavirus è di 6.2 giorni per cui il numero sarebbe raddoppiato 3 volte.

La letalità è quindi molto difficile da valutare nel presente in maniera oggettiva. Considerando tutte le variabili di sovra e sottostima si potrebbe supporre una letalità generale variabile tra il 2 e il 5%, ma rimangono comunque stime e bisognerà aspettare. 

Indipendentemente dal fatto che la letalità sia del 7% o dello 0.5% e che abbia ragione un virologo piuttosto che un altro quello che a noi importa in questo momento è il dato assoluto. Quello che possiamo misurare è che i nostri Ospedali stanno fronteggiando una situazione di assoluta emergenza e saturazione (sia che questo derivi da una maggior capacità del virus di dare complicanze, sia che derivi da una diffusione e contagiosità elevatissima).

Questo ci preoccupa molto perchè un Virus che abbia una letalità dell' 1 o del 2%, contagiando il 60 o 70 % della popolazione italiana (o mondiale), provocherebbe una mortalità elevatissima. Tanto più se diffondendosi sia in grado di saturare la disponibilità dei posti letto ospedalieri in terapia intensiva (che come ricordate sono circa 5000 in Italia).

Per tutti questi motivi la cosa più utile che possiamo fare è rispettare al massimo le regole di prevenzione ed isolamento cercando di fermare il più possibile la diffusione del virus. Questo ci regala Tempo e Spazio. Il Tempo di avvicinarci all'estate (dove probabilmente la contagiosità potrebbe diminuire) e ad un vaccino. Lo Spazio nei Reparti Ospedalieri dove i malati potranno ricevere le cure migliori.

Il fatto che sia stata proclamata la Pandemia (che non può essere fermata) dovrebbe spingerci tutti (e intendo tutti a livello mondiale) ad uno sforzo comune per diluire nel tempo gli effetti del virus e cercare contemporaneamente delle soluzioni (farmaci e vaccini). Anche la scoperta di nuovi farmaci potrebbe alterare completamente la letalità del virus.

La Pandemia dovrebbe unirci e non dividerci e soprattutto non dovrebbe portare alla decisione di sacrificare volontariamente una bella fetta della popolazione in nome di ipotesi totalmente campate per aria (vedasi l'immunità di gregge).

 

Vi metto il Link ad una tabella con tutti i dati riguardanti le regioni italiane.